c7088ebe-3115-4f26-a9e7-4dcb71734994

© Carnevalspettacolo

4e6439b0-22d2-4f03-b876-01956f6d34f3

Myosotis è la salvaguardia della memoria

Oltre 10000 fotografie e 1000 ore di video, ad oggi. Abbiamo e registreremo aneddoti e racconti della comunità.

RIEVOCAZIONE della PACE di GHEMME

il 14 novembre del 1467 a Ghemme vennero firmati tre trattati: il Trattato di Pace tra i Ducati, la nomina di Filippo di Savoia nei ranghi  dell'esercito di Galeazzo Maria Sforza e il Contratto di Matrimonio tra Galeazzo Maria e Bona di Savoia, la più giovane del Casato Savoia.

La ricostruzione sceneggiata degli eventi si basa sugli scambi epistolari del mese precedente la firma. Bianca Maria Visconti riceve ogni giorno lettere del giovane Duca che le riferisce gli avvenimenti; abbiamo così un diario sincero, famigliare e non diplomatico.

e7a422b6-5355-4a66-9263-d3b1a3adce3e
49c1ea09-9425-479a-8a72-130c877217d7
55729dcc-fcf5-4087-b4f9-3ceeb121405f

La Cena della Pace

La firma dei due principi, accompagnati dai Segretari ducali

Sul palco musica dell'epoca

momento centrale delle Rievocazioni è la Cena, servita con menù e modalità dell'epoca

a sx Cicco Simonetta (Sforza) e a dx Pietro Bolomerio (Savoia). L'abito del Duca Galeazzo Maria è ispirato al suo ritratto del Pollaiolo esposto alla Galleria degli Uffizi di Firenze (Piero del Pollaiolo, 1471)

3f85e219-5792-4fcc-bd01-871fd5db2da4
66a20eef-ae28-477d-b848-787af23d5f19
7183ccb7-639f-4cc1-9127-07cb37c37c64

Entr'Act
 gruppo francese di musici, trampolisti, armigeri e cantori nell'edizione 2003

2001 un maxischermo M. 3 x 4 ha consentito alla piazza un'ottima visione 

Dopo la firma dei Trattati, 
il Te Deum di ringraziamento

cbdab8c5-75f2-4b1b-a07b-5a9b62e89775
6203fc7c-bf4d-4bbb-8661-d33a5e92f1b4
5a1c517e-b34d-4aa9-aebd-eaa4f0659f5c

2014 prof. Vaglienti della Statale di Milanoparla di Galeazzo Maria Sforza e di Filippo di Savoia,

2001 e 2002 al Castello Sforzesco

Ghemme a Milano, è storia!

come un piccolo paese prende pacificamente

un grande castello!

un grande successo, migliaia di fotografie

53b650f9-2515-46f2-8960-2145711bb8f3

1975/2025 Fotografie per un discorso

una mostra fotografica di Carlo Olivero e Giovanni Brugo dedicata a Ghemme, il nostro paese, la nostra terra. Prima edizione nel 1975, replicata in parte nel 1995 e poi nel 2022, con un passo avanti nella percezione delle piccole comunità.

8e16c09f-ef29-4ff1-b436-06b71571cc07
58d0cc76-690d-4ad3-898c-7a528d32a60a
a03736eb-096e-4c78-a993-63640a70227e

Carlo Olivero parla della mostra

Carlo Olivero parla della mostra

50 anni dopo, la fotografia di Nino Rossicollocata dove fu ritratto

2022 riedizione parziale, 
dedicata alle fotografie della gente

link alla lettura de "La mia terra" testo di Carlo Olivero, letto da Fabio Corazza

32db674e-6afe-4776-a1c3-b92e31e55c34
522a16c8-6150-47f6-ba95-35a332541521
b0998f21-988d-42de-8dc9-ff168c8136fb

2022 il pieghevole (esterno) 

2022 il pieghevole (interno)

1975 "Fotografie per un discorso
una mostra fotografica di Carlo Olivero e Giovanni Brugo per vedere e capire di più del proprio paese

Cesare Pavese in "La Luna e i falò" scrive: "Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c'è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti."

24d8b63f-43c7-4c6c-ba16-191649a2b5a0
9a9fc813-99c3-43e5-aff3-580fefe36c3b
073978ae-53c3-4c86-a5bb-05fd69e56657

La Sandra panettiera nei giorni della Beata 1974

Ferruccio Cura Curà

Una vera "sagoma", era figlio della Sandra panettiera

La Sandra era un'istituzione, il punto più "qualificato" dell'informazione sul paese

aprire la mente

9b9ffff2-80b4-4027-b3dc-ab341dfeb754
82802c9e-27e7-4cb6-8d23-bc7424d58b3a
014fcd44-8e61-46c0-9adf-2d54c90603ad

il gruppo che allestì la mostra

da SX: Mauro Caldara, Emanuela Galli, Carlo Olivero, Francesco Antonini, Tullio Calzone, Giovanni Brugo, Roberta De Vecchi. Non figura Remo Ceffa che scrisse in stampatello grande i pannelli

Nonna Pierina Calzone

La mostra era suddivisa per temi: la Sesia, il cortile, la nonna, il cimitero, il canale Mora, i lavatoi
e terminava con la gente

nonna materna di Carlo Olivero

Nell'area dedicata alla gente, Giovanni Brugo collocò uno specchio, così che i visitatori potessero almeno per un momento essere parte della comunità. Di fronte a quello specchio fu realizzato il primo autoscatto.

MYOSOTIS GHÊNDÊRISS: all'aprile 2025, più di 10.000 fotografie digitalizzate escluse quelle dei carnevali, che sono circa 5000

Myosotis è il fiore detto anche "Non ti scordare di me", adatto a questa operazione di salvaguardia della memoria della comunità iniziata nel 2022

ab4e46c2-9246-4600-947b-22aae0cbaf68
fc25a853-884e-4051-9565-5905e9cd6076
d335099f-5033-4a8c-a2f7-2e274ce80337

1948 la Madonna Pellegrina nel cortile dello stabilimento Nuovo della Crespi

Coscritti  e amici

Anni Venti/Trenta: ritratto di sconosciuta

questa immagine è il simbolo del progetto

56719bb1-537b-4001-a639-ac2cb20e31eb
b1fc3606-5b00-4341-9dbd-18e8c110db6d
3b2c2604-6e55-4a65-b637-a8f09b7b8d7d

Fotografie di famiglia

Scuole e asili

Funzioni religiose link x San Rocco 1996 

Matrimoni, processioni, festa patronale, battesimi, comunioni e cresime

13948e41-7c95-4233-b7e2-e2e0ee27bf1c

1998 mostra dedicata al fotografo Eldes Guido Ojetti, grande professionista

Visitano e commentano la mostra Enzio Calzone e Vincenzo Maralla; tutti e due conobbero molto bene e a lungo Eldes Guido Ojetti.

Aldolfo Patriarca e il suo Diario di Viaggio

Quasi sempre con l'amico Vittorio Petterino, Adolfo Patriarca nei due anni 1894 e 1895 gira in bicicletta. La chiama "Fedora" il personaggio tragico reso immortale da Isadora Duncan. Nei suoi viaggi scrive un prezioso diario, che il Touring Club Italiano ha definito uno dei primi diari cicloturistici al mondo. Il diario fu salvato da Enzio Caldara, che lo notò nei giorni in cui la Casa Patriarca di Via Roma a Ghemme fu liberata perché acquistata dalla famiglia Ponti.Dallo storico Sergio Monferrini:

A Ghemme il suo nome è legato particolarmente alla lottizzazione e realizzazione della viabilità dell’area posta vicino alla stazione ferroviaria, con un nuovo ponte sulla roggia Mora, dove sorgeva la villa di famiglia, oggi di proprietà Ponti.

 

Si deve a lui anche il Quartiere denominato della Vittoria, con le strade che portano i nomi di via Vittorio Veneto, via Piave, via Monte Grappa, via Diaz, compiuto tra il 1921 e il 1925, negli anni seguenti alla I Guerra Mondiale, quando fu creato anche il Parco della Rimembranza ed eretto il Monumento ai Caduti, prima posto davanti alla chiesa parrocchiale e oggi in piazza Cavour.

 

Patriarca fu proprio in quel periodo fu podestà di Ghemme, ruolo che ricoprì con impegno e alto senso di responsabilità, lavorando per la crescita sociale ed economica del paese. Fra le sue iniziative vi fu la realizzazione dello stemma civico, cui seguì il Gonfalone comunale, offerto dalle donne ghemmesi e solennemente benedetto il 4 novembre 1931.

 

Nel 1894-1895, avuto in dono una bicicletta, con l’amico e compagno di studi gattinarese Vittorio Petterino iniziò una serie di viaggi, che narrò in un personalissimo Diario ciclo-turistico-culturale. Le avventure a bordo delle loro macchine, come le definisce il Patriarca, toccano prima località vicine e poi sempre più lontane, la Svizzera, il Gran San Bernardo, ed infine lo straordinario viaggio a Venezia, compiuto fra il 10 e il 16 agosto 1895. Una decisione presa all’improvviso, con i pochi soldi che avevano in tasca, ma – sono parole sue – la Fortuna aiuta gli audaci e… avanti!

 

La voglia di avventura del ventenne Patriarca diverrà il desiderio dell’uomo maturo di migliorare il proprio paese, sempre attento al pubblico bene."

"Adolfo Patriarca, nacque nel 1875 dall’ing. Francesco, originario di Gattinara, e da Angela Ferrari di Ghemme. Angela era figlia dell’ing. Erasmo Ferrari, segretario comunale e in seguito più volte sindaco di Ghemme, nonché celebre produttore e infaticabile sostenitore del vino ghemmese. Dopo le scuole superiori, Adolfo si iscrisse nel 1894 alla facoltà di giurisprudenza dell’Università di Torino, divenne notaio ed esercitò soprattutto a Novara. Morì nel 1944. Le sue indubbie doti e competenze lo resero assai apprezzato e richiesto, anche per ricoprire cariche pubbliche. Fu un attivo sostenitore delle iniziative culturali novaresi: nel 1909, ad esempio fu uno dei soci della “Giannoni, Jacometti e Compagni”, società cooperativa per gli spettacoli al Teatro Coccia, o ancora membro della “Società storica novarese”. Sposatosi con Eugenia Pellizzari, ebbe un solo figlio, Edoardo, nato nel 1904.

3b1f8247-5c5c-4231-92ad-9f3d9e3f2e78
7c831818-288e-4b98-b8aa-0aeaa2b1c581
db205e66-fab6-488c-ba74-c25ab78aa78f

Una pagina del diario

Giornale di Viaggi - Patriarca

Ghemme, Casa Patriarca ora

Ponti

Questa è la pagina del giorno (10 agosto 1895) in cui Adolfo con l'amico Vittorio Petterino parte inizialmente per Angera, poi ...